La ruminazione mentale

La ruminazione mentale è un aspetto del pensiero che è comune in noi tutti; infatti, tutti conosciamo momenti in cui la nostra mente valuta, pianifica, confronta, riflette, si preoccupa…quello che è un processo normale e funzionale può diventare un aggancio per lo sviluppo di alcuni disturbi mentali come la depressione, i disturbi d’ansia, ecc. 

Anche se può unirsi a diversi disturbi mentali, non è necessariamente sintomo di essi, ci sono eventi nella vita di ogni persona che possono intensificare la ruminazione come lo stress per una decisione importante ad ogni livello: familiare, lavorativo, relazionale, oppure quando avvengono cambiamenti, problemi relazionali o perdite significative.

La ruminazione mentale è funzionale quando ci aiuta nella pianificazione e/o risoluzione di un problema o quando ci aiuta a ponderare le nostre considerazioni sugli eventi; ma può diventare disfunzionale quando rimaniamo ancorati ai nostri stati mentali e/o considerazioni che si ripetono in un ciclo ininterrotto.

Quando questo avviene si hanno degli effetti sfavorevoli che aumentano lo stato emotivo negativo (ansia, umore disforico, rabbia ecc.), fino ad arrivare all’isolamento relazionale e sociale.

Ci sono studi che dimostrano quanto sia importante intervenire sulla ruminazione usando degli strumenti clinici che possono ridurne le conseguenze negative aiutando la consapevolezza su questa modalità di pensiero e a sviluppare la capacità di risoluzione di problemi, l’elaborazione di eventi negativi e/o stressanti e il ritorno ad un umore più positivo.               

Il Rimuginio

Il rimuginio è una modalità di pensiero che presente in molti disturbi d’ansia, caratterizzato dalla connessione di pensieri negativi che spesso non riusciamo a controllare. Questa connessione viene attivata nel tentativo di mettere in moto il problem solving mentale su qualcosa che temiamo abbia un risultato incerto (Borkovec et al. 1983).

Le tematiche del rimuginio sono legate alla nostra anticipazione di una futura minaccia, possono essere innescate anche da facili processi decisionali oppure da situazioni che percepiamo come potenzialmente pericolose.

Il rimuginio diventa la strategia (disfunzionale) con la quale tentiamo di regolare le nostre preoccupazioni, creando futuri scenari negativi e focalizzando la nostra attenzione sui possibili problemi, cercando di anticiparne gli esiti nel nostro dialogo interno ricorrendo ad ipotesi sfavorevoli non verificabili.

È normale per tutti usare il dialogo interno per gestire i nostri momenti d’ansia e/o d’emozioni forti che innescano risposte attivanti, ma quello che accade nel rimuginio disfunzionale è che non riusciamo più ad interrompere il processo, ciò diventa molto costoso per le nostre risorse cognitive generando inoltre una grande sofferenza emotiva.

Nel Disturbo d’Ansia Generalizzata, il rimuginio può diventare oggetto di rimuginio (“Le mie preoccupazioni non mi danno tregua, mi faranno impazzire”), anche in altri disturbi con componente ansiosa come il Disturbo d’Ansia Sociale e il Disturbo di Panico, dove i vari temi sulle preoccupazioni innescano il rimuginio, questo può diventare pervasivo e innescare ennesime strategie disfunzionali e uno stato di allerta continuo.

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