Le distorsioni cognitive

Cosa sono le distorsioni cognitive?

Le distorsioni cognitive sono errori di pensiero che ci causano sofferenza emotiva.

Secondo Beck nelle persone si creano degli schemi cognitivi, cioè delle strutture di significato stabili che includono i processi di pensiero.

Diversi schemi vengono resi disfunzionali da errori procedurali di pensiero: le distorsioni cognitive.

Le distorsioni cognitive

Queste sono errori di ragionamento che interessano convinzioni negative su se stessi, sul mondo, sugli altri, sul futuro che dipendono da modi “personali” non oggettivi di guardare e/o confrontarsi con la realtà.

Da dove hanno origine le distorsioni cognitive?

Le distorsioni cognitive hanno spesso origine dalla nostra infanzia, dal comportamento che i nostri genitori o chi si è preso cura di noi hanno avuto nel nostro percorso di crescita.

In seguito, queste distorsioni vengono attivate da eventi e/o situazioni stressanti. (Vicentini 2013)

Distorsioni cognitive e terapia cognitivo-comportamentale

Le distorsioni cognitive sono modalità disfunzionali di interpretare le esperienze e sono caratterizzate dal processo, e non dal contenuto.

Secondo l’approccio cognitivo comportamentale i disturbi psicologici sono causati da pensieri automatici disfunzionali che utilizziamo per elaborare situazioni e/o eventi della nostra vita.

Aron Beck si accorse per primo che specifici pensieri dei suoi pazienti si presentavano in modo immediato e senza consapevolezza. Questo lo spinse a focalizzarsi e ad evidenziare insieme al paziente durante le sedute quali fossero i pensieri automatici alla base della sofferenza vissuta dal paziente.

I pensieri automatici

Beck definì questi pensieri come pensieri automatici, in quanto essi si presentavano alla coscienza in modo automatico, in una forma telegrafica senza la scelta consapevole della persona.

I pensieri automatici sono assunti dalla persona come veri, plausibili, scontati, e per questo non vi è un processo di distanza critica da essi.

Questi pensieri fanno parte del modo di vedere il mondo e l’ambiente che lo circonda, senza la presenza di consapevolezza sul fatto che siano pensieri e non fatti, e come tali opinabili e discutibili.

I pensieri automatici guidano in questo modo l’attribuzione di pensieri di significato che il soggetto dà alla sua vita e alle relazioni che instaura con gli altri.

Dunque, secondo Beck, si vengono così a creare delle regole di inferenza e delle strutture di significato stabili che sottendono i processi di pensiero. Queste strutture sono dette schemi cognitivi.

Attraverso questi si vagliano, si elaborano e si interpretano le informazioni derivanti dal mondo esterno, ed ecco perché due persone valutano uno stesso evento diversamente o la stessa persona si approccia a diversi eventi nello stesso modo (Beck e Freeman 1990; Lorenzini e Sassaroli 1995).

Alcuni schemi si dicono disfunzionali quando distorcono la realtà, provocano sofferenza, sono pervasivi e danno luogo a falsi sillogismi.

Perché, in chi soffre di disturbi psichici, è così difficile modificare la natura disfunzionale degli schemi? Secondo Beck e colleghi (1979), a impedire la correzione delle credenze generate dagli schemi disfunzionali, vi sono le distorsioni cognitive ovvero degli errori procedurali sistematici adoperati nei processi di valutazione e giudizio.

Tratto da Semerari 2015

Quali sono le distorsioni cognitive più comuni?

Beck individua una serie di distorsioni cognitive presenti nell’applicazione dei pensieri automatici. Queste sono:

  • Astrazione selettiva: si presta attenzione ad un solo aspetto o a un solo dettaglio della situazione. Gli aspetti positivi sono spesso ignorati a vantaggio di quelli negativi.
  • Pensiero dicotomico: gli eventi sono valutati in forma estrema, del tipo buono / cattivo, nero / bianco, on / off, etc.
  • Inferenza arbitraria: vengono tratte conclusioni da situazioni non supportate dai fatti, anche quando l’evidenza è in contrasto con la conclusione.
  • Supergeneralizzazione: si giunge a una conclusione generale partendo da un evento particolare.
  • Ingigantire e minimizzare: si assume la tendenza a esagerare gli aspetti negativi di una situazione, riducendo al minimo il positivo.
  • Personalizzazione: vengono attribuite caratteristiche personali a una situazione.
  • Visione catastrofica: si anticipano gli eventi pensando che il peggio accadrà sicuramente.
  • Doverizzazione: ci si autoimpone regole rigide e severe su come le cose dovrebbero andare.
  • Variabili globali: vengono utilizzate etichette generali sugli eventi che non considerano le diverse sfumature.

Trattamento e cura delle distorsioni cognitive

Il fine della terapia, come spiegato da Beck, è la ristrutturazione cognitiva: ciò significa trasformare il modo in cui percepiamo e giudichiamo le situazioni di vita.

Quindi, l’obiettivo cruciale è spingere il paziente a cambiare i pensieri automatici, liberandosi dalle distorsioni cognitive e sostituendoli con pensieri più realistici, flessibili e adattivi.

In altre parole, si tratta di dare una svolta positiva e aperta alla mente, rendendola più propensa a interpretare la vita in modo costruttivo!

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