Le Emozioni

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Cosa sono le emozioni?

Siamo costantemente in preda alle emozioni, ma molte volte ci è difficile definirle perché spesso si sovrappongono.

Le teorie attuali in maggioranza definiscono le emozioni e/o il vissuto emotivo, come un processo multifattoriale che ha una durata temporale e si modifica.

emozioni

Una parte dell’esperienza emotiva è inoltre un antecedente (negli ABC la A) di natura emozionale che funziona da innesco. Gli antecedenti di natura emozionale sono vari e, in essi possiamo comprendere gli eventi interni, come un ricordo, un’immagine mentale, un pensiero.

Le emozioni ci segnalano che in noi, nel nostro mondo interno e/o esterno, è in atto un cambiamento che stiamo percependo come molto rilevante/attivante. Inoltre, le emozioni sono composte da valutazioni cognitive e/o pensieri (negli ABC la B) e dall’attivazione fisiologica come sudorazione, rossore, pallore, variazione della frequenza cardiaca etc. e/o comportamentale come la tendenza all’azione e/o il modo in cui mi comporto in risposta all’attivazione emotiva (negli ABC la C).

Esempio di un ABC

ABC
Sto guardando la foto di mia sorellaNon reggo la sua mancanza
Mi sento sola
Tristezza
Piango

Alcune delle emozioni che proviamo nel nostro quotidiano

Tristezza

La Tristezza è un’emozione che proviamo di fronte ad una perdita, importante e irrimediabile, la tristezza ci avvolge, aumenta, i nostri pensieri diventano una spirale e rimuginiamo auto svalutandoci. Perdendo qualcosa/qualcuno a cui teniamo, il nostro umore sprofonda, ci critichiamo e ci auto critichiamo “colpevoli” di non aver saputo affrontare la situazione in modo adeguato.

Possono esserci crisi di pianto, comportamenti passivi, anedonia, mancanza di appetito e di sonno. La tristezza ci rende inefficaci/fiacchi sia nelle relazioni che nella vita sociale, spesso preferiamo la solitudine per continuare a rimuginare e a recriminare sulla nostra incapacità. L’intensità della tristezza varia in funzione dell’importanza che ha per noi l’oggetto/la persona perduto/a.

Paura

Paura, un’emozione che condividiamo con il mondo animale, la sua attivazione ci consente la sopravvivenza in quanto ha inizio quando abbiamo la percezione di essere in pericolo e/o minacciati. Possiamo provare paura in situazioni che non conosciamo e in situazioni di pericolo reale per la nostra vita. Inoltre, la paura può essere attivata in circostanze che ci ricordano degli eventi passati in cui siamo stati in pericolo.

In automatico la nostra prima reazione alla paura è quella di attacco-fuga, per difenderci o fuggire dalla situazione di pericolo. La paura è un’emozione che proviamo tutti, in condizioni di reale pericolo; tuttavia, può succedere che la paura si trasformi in un’emozione diversa l’ansia.

Nel cervello la paura e l’ansia sono attivate nella stessa area anche se i motivi per cui si palesano sono diversi. Abbiamo paura quando ci spaventa qualcosa di reale (sto attraversando la strada e vedo arrivare una macchina a forte velocità), proviamo ansia quando ci spaventano pensieri irrazionali, aspettative negative e/o catastrofiche su eventi che percepiamo come importanti o pericolosi (devo assolutamente prendere un voto alto all’esame di anatomia, se non lo prendo farò una pessima figura, avrò la media rovinata, tutta la mia fatica sarà stata inutile).

Possiamo provare ansia anche senza un motivo evidente, quando questo avviene, l’ansia si palesa attivandoci eccessivamente, la percezione è che quello che sentiamo e gli eventi stiano sfuggendo al nostro controllo, tutto ciò ci provocherà una sensazione fortemente sgradevole ed invalidante che innescherà vissuti di ansia futuri. Quando accade? Spesso accade quando sopravvalutiamo un pericolo e sottovalutiamo la nostra capacità di affrontare la situazione.

Senso di colpa

Il senso di colpa è un’emozione complessa, fortemente collegata alla morale e alla modalità in cui in un determinato contesto sociale mettiamo in atto un comportamento. Il senso di colpa deriva dal modo in cui noi giudichiamo le nostre azioni, sentirsi in colpa significa che abbiamo riflettuto sulla possibilità di agire in modo diverso, di aver potuto agire al meglio, consapevoli che invece nel nostro agire, abbiamo perso la possibilità di dare una svolta diversa agli eventi. Il senso di colpa si mostra con auto-rimproveri e attraverso sofferenze auto-inflitte.

Il senso di colpa può non avere una base oggettiva, come per la vergogna, ciò che genera il senso di colpa può non essere reale, può essere un’auto giudizio su qualcosa che immaginiamo che, nella nostra mente non corrisponde al comportamento ottimale che avremmo dovuto avere nel succedersi dei vari eventi. Il senso di colpa è interconnesso al sentire il dispiacere/dolore che abbiamo provocato all’altro.

A volte il senso di colpa ci conduce verso ampie riflessioni che possono indurci verso un gesto di riparazione con funzione adattiva, funzione importante per interagire in modo funzionale nel nostro ambiente.

Vergogna

Anche la vergogna è un’emozione complessa, che implica lo sviluppo del sé (autoconsapevolezza), in quanto affinché si attivi dobbiamo essere coscienti del giudizio dell’altro/i nei nostri confronti, per questo viene definita come un’emozione sociale. potremmo dire che “ci si vergogna di vergognarsi e ci si vergogna di aver fatto vergognare qualcuno”.

La vergogna è connessa alle competenze sociali, possiamo anche considerarla una modalità di autoregolazione nei confronti delle regole sociali del contesto socioculturale di appartenenza. Inoltre, è legata al presentare/preservare una buona immagine di sé.

Rabbia

La rabbia è un’emozione che può essere provocata da una miriade di eventi che vengono percepiti come danno/minaccia ingiusti, generando un impulso all’azione di tipo aggressivo verso la causa della rabbia. In linea generale tendiamo a reprimere l’impulso aggressivo, per questo la rabbia è considerata un’emozione che si manifesta soprattutto internamente in quanto la maggioranza di persone ha difficoltà ad esprimerla esternamente.

La rabbia, attivandosi quando pensiamo di aver subito un torto ingiusto o, quando ci sentiamo minacciati nei confronti di qualcosa che ci appartiene, può innescarsi anche con la perdita di un nostro status o la perdita di autostima, questo evidenzia che anche l’aggressione verso noi stessi (autocritica, svalutazione, rigidità etc.) è una manifestazione della rabbia.

Come gestire le emozioni?

Quindi…

“È importante identificare e denominare le emozioni nel momento in cui si presentano/le proviamo, essendo risposte comportamentali complesse, identificarle richiede non solo la capacità di auto osservare le proprie reazioni, ma anche quella di descrivere con molta cura il contesto in cui l’emozione si verifica. L’identificazione di una risposta emotiva è aiutata dall’osservare e descrivere:

  1. l’evento che induce l’emozione (cosa è accaduto prima)
  2. le interpretazioni ->valutazioni, pensieri/stati d’animo dell’evento che ha generato le emozioni
  3. la sensazione fisica dell’emozione e i comportamenti generati dall’emozione

Dopo aver descritto questo negli ABC, pensi che ci sono state delle conseguenze in relazione alle tue emozioni/comportamenti?

È importante anche non trascurare ciò che è avvenuto prima dell’evento scatenante, che può aver aumentato la nostra sensibilità ad esso e, la nostra conseguente fragilità nella reazione emotiva”.

(Tratto da Marsha M. Linehan DBT, Skills Training Manuale, Cortina Ed. 2015)


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